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San Vito Lo Capo, località di chiara vocazione turistica, offre la possibilità di fruire serenamente di tutte le sue attrattive: dal relax in spiaggia alle escursioni in barca, dal trekking nelle riserve alle gite nei vicini siti archeologici, e poi le immersioni negli splendidi fondali e la visita ai suoi monumenti. E ancora, come dimenticare i profumi della sua cucina e i colori dei vicoli ricamati di bouganville?

 

Il Santuario

Il nome di San Vito è legato a questo territorio a partire dal V secolo, epoca in cui probabilmente il giovane Vito subì il martirio. I cristiani della Sicilia occidentale frequentarono questo luogo con continui pellegrinaggi per terra e per mare e mantennero vivo il ricordo del martire con un piccolo Santuario.
Il Santuario è stato fortificato a partire dalla caduta di Costantinopoli in mano ai turchi (a metà del XV secolo), per difenderlo dai continui attidi pirateria ed assicurare la salvezza dei pellegrini. Esso, perciò, ci appare oggi una struttura religioso-militare.

 

La Tonnara del Secco

La Tonnara risale al IV sec. prima di Cristo, e dapprima fu usata dai cartaginesi. Dal 1969 è in disuso.
Ancora oggi, accanto agli immobili della tonnara, si possono ammirare i resti di antichissimi impianti di lavorazione del pesce, che risalgono al IV secolo prima di Cristo.

 

Le torri di avvistamento e il Torrazzo

Le torri, risalenti al XVI secolo, furono costruite per scopi militari di avvistamento e segnalazione dei pericoli provenienti dal mare dall’architetto fiorentino Camillo Camilliani.
Tra Monte Cofano e San Vito lo Capo, in prossimità della località di Makari, sorge torre Isulidda; segue la torre dell’Uzzo, nei pressi della omonima grotta e, a seguire, la torre di l’Impisu (o ‘mpisu, dell’impiccato) e la torre Du ‘Sceri. Le torri hanno tutte la medesima struttura a  base quadrata, con poche divisioni interne ed una capiente cisterna per la raccolta dell’acqua piovana.
La “Torre Vecchia”, comunemente chiamata “Torrazzo”, fu costruita alla fine del 1300. Anch’essa deputata alla difesa del territorio dalle incursioni provenienti dal mare, la Torre  Vecchia  è posta in posizione un po’ rientrata rispetto alla spiaggia, alle spalle del porto di San Vito ed ha una caratteristica forma cilindrica che la distingue dalle altre.

 

La Baia di Cofano e Castelluzzo

La zona dei Castelluzzo è definita “La Valle degli Ulivi” date le estese piantagioni di olivi che circondano l’agglomerato urbano, che rendono il Paese una tappa obbligata del turismo naturalistico e dagli amanti delle escursioni a piedi e a cavallo.
A valle di Castelluzzo, con la Riserva Naturale Orientata di Monte Cofano da un lato e l’altipiano di Santa Crescenza dall’altro, si apre la maestosa Baia di Cofano e Castelluzzo, con la spiaggia di Cala dell’Arena (oggi Baia Santa Margherita) e le numerose calette di ciottoli bianchissimi che arrivano fino al “Borgo dei Pescatori”, ai piedi del Monte Cofano.

 

Le Falesie e le Grotte Preistoriche

San Vito è circondata da incredibili falesie rosso arancione di rara bellezza.
El Bahira, Torre del Tuono, Roccia delle Favole, Salinella, sono solo alcuni dei rilievi rocciosi che si presentano allo spettatore come unici e spettacolari.
Abbondanti, nelle falesie costiere, sono le caverne carsiche, che attestano la presenza umana in questo territorio sin dal X° millennio a. C.. Resti di sepolture ipogee, rinvenuti tra il paese e la tonnara, fanno supporre che una presenza stanziale umana sia stata presente anche in seguito. Gli appassionati di sport e natura possono oggi godere dei sentieri che sono battuti lungo tutta la costa vicina a San Vito, ed ammirare le maestose Grotta dell’Uzzo e Grotta del Cavallo, attualmente più accessibili delle altre.

 

La Riserva dello Zingaro

La costa dello Zingaro è uno dei pochissimi tratti di costa della Sicilia non contaminata dalla presenza di una strada litoranea. Nel 1976 erano già iniziati i lavori per la costruzione della litoranea Scopello-San Vito Lo Capo, ma in seguito ad una serie di iniziative del mondo ambientalista, culminate in una partecipatissima marcia di protesta che ebbe luogo il 18 maggio 1980,[2] l’Azienda Regionale Foreste Demaniali della Regione Siciliana si impegnò ad espropriare l’area dello Zingaro riconosciuta di grande interesse ambientale.
Con la legge regionale 98/1981, venne ufficialmente istituita la riserva, la prima riserva naturale della Sicilia, affidata in gestione all’Azienda Regionale Foreste Demaniali.

 

Trapani

La città di Trapani sorge su una stretta penisola a forma di falce che la leggenda vuole essere quella della dea delle messi Cerere, abbandonata in questo luogo per andare a cercare la figlia Proserpina. Originariamente villaggio dei sicani chiamato Dràpano (Drépanon dai greci), divenne importante scalo marittimo e base navale cartaginese. Conquistata dai romani nel 241 a.C., declinò lentamente per vari secoli, fino alla ripresa commerciale sotto le dominazioni araba (dal IX secolo) e normanna (dal 1077), cui seguì la notevole attività costruttiva aragonese, dalla fine del secolo XIII. Fortificata nel Cinquecento da Carlo V di Spagna, continuò ad arricchirsi, in particolare per il commercio del sale. Passata nel XVIII secolo ai Borbone, fu tra le prime città siciliane a ribellarsi al loro governo, nel 1848.

 

Erice

Caratteristico Paese sul Monte Erice dal quale ha preso il nome dalle stradine lastricate e le case in pietra che lo hanno reso unico in Sicilia. Il Museo Cordici ospita un importante reperto archeologico rinvenuto in una necropoli ericina: una Testa di Afrodite risalente al IV secolo a.C. . Di notevole interesse architettonico la Chiesa Matrice, edificio risalente all’ anno 300 ed il Castello di Venere (XII -XIII secolo).

 

Segesta

Si possono ancora oggi ammirare il Tempio Dorico risalente al V secolo a.C. ed il Teatro parzialmente scavato nella roccia (II secolo a.C.), entrambi risalenti all’epoca dell’antica Città fondata dagli Elimi e distrutta nel 306 a.C. ad opera dei Cartaginesi .

 

Riserva naturale Bosco D’Alcamo

L’area protetta,istituita nel 1984, è dominata dal monte Bonifato, un rilievo piramidale calcareo alto 825 metri s.l.m. nei pressi dell’abitato di Alcamo, e ricopre una superficie di 199 ettari.
L’interesse naturalistico è legato essenzialmente alla geologia ed alla paleontologia.